FESTIVAL 2011 · Programmazione
 
 

 

Petite Messe Solennelle
di G.Rossini
  domenica 11 settembre · ore 2030
TARCENTO
Duomo di S. Pietro Apostolo


 


BCC Friuli Centrale



LOCANDINA

Giulia Della Peruta
soprano
Chiara Brunello
mezzosoprano
Matteo Mezzaro
tenore
Goran Ruzzier
basso
Matteo Andri
pianoforte
Coro del Friuli Venezia Giulia

Cristiano Dell'Oste maestro del coro / harmonium
Giuliano Medeossi maestro concertatore e direttore

 
MUSICA
 
BIGLIETTI
 
 
 

PROGRAMMA

Kyrie eleison
Gloria in excelsis Deo
Gratias agimus tibi
Domine Deus
Qui tollis peccata mundi
Quoniam tu solus Sanctus
Cum Sancto Spiritu
Credo in unum Deum
Crucifixus etiam pro nobis
Et resurrexit
Preludio religioso
Sanctus
O salutaris hostia
Agnus Dei
 

PRESENTAZIONE

“Questa piccola composizione che ahimè è l’ultimo peccato mortale della mia vecchiaia”* fu eseguita per la prima volta il 16 marzo 1864 nella cappella privata del conte Michel-Frédéric e della contessa Louise Pillet-Will, cui la messa è dedicata. Il “Napoleone di un’epoca musicale” (Giuseppe Mazzini) si era ritirato dalla ribalta nel 1829, al colmo della gloria dopo la rappresentazione del Guglielmo Tell a Parigi, e per il successivo quarto di secolo aveva scritto musica in modo discontinuo, quasi esclusivamente per eleganti esecuzioni private, rubricando una cospicua parte della sua produzione senile come Péchés de vieillesse (Peccati di vecchiaia, appunto). L’opera più importante fra essi è la Petite Messe Solennelle per quattro solisti e coro di otto voci, con accompagnamento di due pianoforti e armonium. La scelta dell’organico risponde al carattere intimo e cameristico di questa messa petite, eseguita per una ristretta cerchia di nomi del beau monde e della cultura (fra cui un Meyerbeer commosso fino alle lacrime) e alla presenza dello stesso Rossini, pronto ad aiutare gli interpreti indicando tempi e girando pagine. Ma la petite è anche solennelle nella grandiosa architettura dei suoi quattordici pezzi, in cui complessi movimenti contrappuntistici, elaborati cromatismi, audacie armoniche e melodie dichiaratamente operistiche concorrono a trasfigurare una voce compiutamente classica in un’espressione già postromantica.
“Buon Dio. Eccola terminata questa povera piccola Messa. […] Ero nato per l’opera buffa, lo sai bene! Poca scienza, un pochino di cuore, ecco tutto. Sii dunque Benedetto, e concedimi il Paradiso”*.

*G. Rossini, Manoscritto della Petite Messe Solennelle, Passy, 1863.

 

 

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