PRESENTAZIONE
Nessun genere più dell’Opera ha saputo incarnare i sentimenti e le speranze del nostro Risorgimento. L’incitamento alla guerra contro l’oppressore straniero o il richiamo alla patria bella e perduta passarono infatti attraverso musiche e drammi, in un gioco sottile di allusioni, così da aggirare la censura. Per questo motivo, le autorità operavano uno stretto controllo sui teatri, soggetti a norme volte a limitare gli argomenti trattati e a disciplinare la condotta del pubblico in sala. Ciò non impediva, in realtà, che le rappresentazioni fossero sempre molto animate, giacché il pubblico difficilmente riusciva a contenere entusiasmi, critiche e passioni patriottiche. Al termine delle recite, le ferventi discussioni si trasferivano nei salotti. Sebbene conservassero un carattere squisitamente mondano, i salotti risorgimentali furono infatti cenacoli di un altrimenti proibito associazionismo politico. In questi luoghi la stessa musica che infiammava gli animi a teatro veniva riproposta in versione più intima, spesso accompagnata dalla lettura di giornali o testi patriottici. Il programma di stasera vuole ricreare proprio l’atmosfera di un salotto di fine Ottocento, proponendo trascrizioni di ouverture operistiche di Rossini e Verdi accanto a pagine più improntate a un elegante virtuosismo d’occasione. Le letture sono tratte dalle Confessioni di un italiano di Ippolito Nievo, morto in mare il 4 marzo 1861, tredici giorni prima che venisse proclamato il Regno d’Italia, che avrebbe dato il via a quel processo d’unificazione nazionale tanto agognato dallo scrittore patriota.
Gabriele Ribis
|