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Luigi Ciceri, scomparso nel 1981, e la moglie Andreina Nicoloso, mancata nel 2000, erano due appassionati di cultura friulana. Lui, sostenitore dell’identità friulana, cultore della storia e delle tradizioni locali, tra i protagonisti della Società Filologica Friulana, cura mostre, pubblica volumi, dirige periodici. Lei, appassionata studiosa di lingua e letteratura, recupera e valorizza racconti orali e tradizioni popolari del nostro territorio, pubblicando importanti volumi. Insieme, uniti nell’impegno sistematico che li porta a raccogliere negli anni centinaia di oggetti: statue, mobili, dipinti, maschere, libri. Raccogliere, con un’ossessione quasi collezionistica, per togliere dall’oblio dell’ignoranza un patrimonio culturale, non per mercanteggiare ma piuttosto per salvare.
Molti li hanno conosciuti ma moltissimi non sanno nulla di loro, se non qualche traccia di un nome su una targhetta in un museo o in una bibliografia.
L’evento che presentiamo vuole rendere conto di un percorso che è un’indagine, alla ricerca di un ritratto dei due coniugi. L’interno di Villa Ciceri verrà animato da quattro attori per restituire al pubblico un sentimento e un sapore di quel ritratto mancante attraverso alcune tracce di partenza: il testamento di Andreina, l’inventario degli oggetti, le testimonianze e gli aneddoti di chi li ha conosciuti, e ancora frammenti delle loro raccolte.
La casa sarà simbolicamente riempita di scatole come quelle scatole che ancora oggi vengono conservate in vari enti piene di oggetti che attendono una catalogazione, una degna esposizione. Pezzi di un Friuli che attendono altre passioni per essere definitivamente salvati.
Francesco Accomando
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