FESTIVAL 2009 · Programmazione
   
 
 
 

 

 

 

 

A FRONTE ALTA
Un sogno del millenovecentocinquantasei
giovedì 3 settembre · 21h
Sala Polifunzionale
MAGNANO IN RIVIERA
venerdì 4 settembre · 21h
Auditorium De Cesare
REMANZACCO
 
 

di e con Antonello COSSIA

spazio scenico Raffaele DI FLORIO
musica originale Riccardo VENO
costumi Stefania VIRGUTI
still & video editor Francesco ALBANO
produzione I TEATRINI - Napoli

TEATRO
PRIMA ASSOLUTA FVG
 
 
video clip
 
INGRESSO LIBERO
   
 
 

Cuore e pugni. Agostino Cossia, napoletano di Piscinola, 75 anni compiuti. La favola umana e sportiva in quella Napoli che reagiva ai devastanti colpi della seconda guerra. Orgoglio e uppercut, la bella storia del muratore due volte campione tra i dilettanti. Il primo napoletano alle Olimpiadi nella storia del pugilato diventa opera teatrale. Titolo del lavoro «A fronte alta», che poi è la fotografia della limpida linea di comportamento tenuta dal protagonista, non solo dentro le dodici corde. Sottotitolo, «Un sogno del millenovecentocinquantasei», l'anno delle Olimpiadi di Melbourne. Finì lontano dal podio, Cossia, ma esserci e partecipare significò per lui aver vinto il match della vita. Sconfitto, ma solo ai punti: l'unico a finire in piedi davanti al russo Vladimir Safronov, formidabile tecnico e micidiale picchiatore, il futuro campione olimpico. Il pugilato saldava così il debito verso l'uomo che attraverso i pugni aveva dato uno scossone alla propria esistenza.
Il lavoro è scritto e interpretato da Antonello Cossia. Un omonimo del titolare della bella storia? Semplicemente il figlio di Agostino, 42 anni, gli studi di danza moderna, la partecipazione a prestigiosi laboratori teatrali, una presenza importante al fianco di Antonio Neiweller, Mario Martone, Renato Carpentieri, Toni Servillo, interprete di Eschilo, Sofocle, Plauto, Shakespeare, Eduardo. «Un doveroso atto d'amore verso mio padre. Orgoglioso di lui, della sua storia. Ho ammirato l'uomo e il pugilatore». Fatale l'errore di un giornale australiano dell'epoca, Agostino Cossia è Agatino nella fiction teatrale. «Sono di Napoli, mi spezzo, non mi piego», recita il figlio scrittore, interprete e regista della storia. «Vittoria non facile su un forte italiano, Agatino», riconobbe il terrificante russo Safronov. «Agatino, mio padre, aveva mantenuto la promessa. Si era battuto a fronte alta».

   
 
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